Il quadro di Medugorje


Mi si chiede di pronunciarmi sulle apparizzioni di Medugorje. Dico che su di esse sono molto critico e dubbioso. Pubblicherò una serie di brevi articoli, cominciando con quello postato qui sotto (che ho tratto dal blog nullapossiamocontrolaverita.blogspot.it). 
p.Elia

Nel giugno del 1985 p. Slavko barbaric, guida dei ‘veggenti’ dopo p. Tomislav, in disubbidienza agli ordini del suo vescovo Zanic, volle far dipingere un quadro ufficiale della ‘Madonna di Medugorje’, di grosse dimensioni.
Colui che avrebbe dovuto dipingerlo sarebbe stato ‘scelto’ dal Cielo, attraverso una suora del movimento carismatico, Briege McKenna, irlandese dotata di doni particolari: lettura dei cuori, guarigioni, bilocazione, profezia e chi più ne ha più ne metta.
Il nome del pittore prescelto fu Leopold Baijot, il quale, ricevuto l’incarico fece sapere che la sua modella sarebbe stata la moglie stessa, certa Mireille Ory.

La missione profetica di Mons. Lefebvre

Finalmente! Finalmente si comincia a parlare di Mons.Marcel Lefebvre riconoscendogli l'enorme merito di essere stato non solo un vero sacerdote di Cristo ma anche di aver messo profeticamente in guardia sacerdoti e fedeli di ciò che è stato e avrebbe provocato il Concilio Vaticano II. A parlare chiaramente di questo è stato S.E.Mons.Athanasius Schneider, in una recente intervista al National Catholic Register. Ne riporto gli estratti più salienti. Ovviamente, compresa la testimonianza di Mons.Lefebvre che non si è fatto traditore della Verità, ci si aspetta un agire di conseguenza: il ritorno alla Tradizione e la celebrazione della Messa "di sempre" è l'unico dovere e rimedio alla crisi imperante nella chiesa.
p.Elia

Eccellenza, ha scritto molto sull’Eucaristia, in particolare il suo libro Dominus Est. Perché lo ha scritto?

Ho scritto quel libro a causa del triste fenomeno della prassi della cosiddetta “Comunione sulla mano”, una prassi che dimostra in modo evidente e innegabile una banalizzazione della Santissima Eucaristia – una banalizzazione che rasenta la profanazione ed è posta sotto gli occhi di tutti nella stragrande maggioranza delle chiese cattoliche di tutto il mondo, con l’eccezione di poche regioni e diocesi. È provato che tale prassi non è mai esistita nella Chiesa cattolica, e non ha nulla a che fare con una prassi analoga nei primi secoli. Bisogna smascherare questo mito e questa falsificazione. Questa prassi moderna, infatti, con i suoi atti concreti fu inventata nelle comunità calviniste e non esisteva nemmeno nella tradizione luterana. [...]

La crudeltà della chiesa conciliare denunciata da un coraggioso padre dei Francescani dell'Immacolata

Su corrispondenzaromana.it è comparso un interessante articolo di padre Paolo M.Siano, appartenente all'Istituto dei Francescani dell'Immacolata che, come è noto, è stato prima distrutto e poi "rieducato" coattivamente dalle autorità vaticane conciliari. Certamente coraggiosa è la denuncia del padre (al quale va tutta la mia solidarietà e profondo rispetto) ma vien da chiedersi se questo intervento non giunga con eccessivo ritardo visto ciò che è successo ai F.I. Le sue parole, così come quelle che ci si aspettava venissero proferite da altri suoi confratelli, sarebbero state molto più utili all'inizio dell'ingiusto commissariamento: utili agli stessi Francescani dell'Immacolata (quelli buoni) che avrebbero trovato la forza per resistere ad un evidente sopruso; utili ai fedeli che avrebbero visto con ammirazione veri religiosi all'opera in difesa della Fede. E' la Fede che dona la vita eterna, la Fede in Gesù Cristo. Questi sono i tempi della lotta per difendere la preziosissima eredità che ci ha lasciato Nostro Signore da coloro che vogliono sottrarcela e distruggerla. Non comprendere questo, o tardare nel capirlo, significa prima o poi sfracellarsi: ciò che è successo ai F.I. 
p.Elia       

Pochi giorni fa, 21 gennaio, è stato un anniversario importante per la storia di noi Francescani dell’Immacolata (FI). In quel giorno di 6 anni fa (2012) si svolse nel nostro convento romano in via Boccea l’incontro tra l’allora Consiglio Generale FI da un lato, e dall’altro 5 frati (due americani e tre italiani) contestatori della persona e del governo di padre Stefano Manelli, fondatore e Ministro generale.
Il sottoscritto, insieme ad altri docenti dell’allora Seminario FI e responsabili della formazione, fu invitato da P. Manelli a partecipare all’evento. L’incontro, durato un’intera giornata in due sessioni, fu sconvolgente per la quantità e veemenza di accuse velenose mosse contro padre Manelli.

Col senno di poi si comprende che quelle accuse sarebbero state poi gradualmente dispiegate e sviluppate nel dossieraggio e nella guerra ecclesiastica, mediatica e giudiziaria condotta contro padre Manelli, guerra promossa e/o avallata da alcuni ecclesiastici (anche vaticani), frati, laici, e un prete diocesano un po’ “tridentino”… In questi 6 anni ho assistito: alla oggettiva devastazione della mia Famiglia Religiosa (Frati, Suore, Laici), alla persecuzione (tuttora in corso) del Padre Fondatore e del nostro autentico carisma FI approvato da Papa san Giovanni Paolo II.

Lo schifo che si insegna nel seminario di Bergamo

Ecco cosa si insegna nei seminari conciliari (preaparatevi al peggio leggendo l'articolo di denuncia che riprendo  da anonimidellacroceblog.wordpress.com). Direi che non ci sono più parole per descrivere le nefandezze e le eresie di questo clero sconcio, aderente al Concilio Vaticano II. Seminaristi che diverranno sacerdoti dopo essere stati (s)formati da insegnanti completamente fuori di testa che cosa potranno offrire ai fedeli? La Fede? Per carità! Questa è gente da evitare se teniamo alla salute della nostra anima. 
Mettiamoci alla ricerca, seria e convinta, di veri sacerdoti che sono rimasti fedeli alla Tradizione e alla vera Chiesa di Cristo. 
Un'ultima sottolineatura: invece di distruggere le scuole dei Francescani dell'Immacolata (lì sì che si insegnava vera dottrina e vero magistero) andrebbero piuttosto chiusi i seminari di questa chiesa conciliare... a partire da quello di Bergamo. Sarebbe un atto di giustizia verso Dio.  
p.Elia 
 
Questo è troppo! Questi sono pazzi! E’ una follia! Abbiamo parlato diverse volte delle castronerie sul Sacramento dell’Eucaristia che scrive Andrea Grillo. Ma questa di oggi le supera tutte. FATE GIRARE IN TUTTO IL MONDO QUESTO ARTICOLO! Perché anche le pietre devono sapere dove stanno portando la Chiesa questi scellerati!

Il “teologo” Grillo nel suo blog ha postato un articolo di Manuel Belli, che è insegnante di Teologia Sacramentaria al Seminario di Bergamo ed è anche educatore dei seminaristi della stessa città.

Il titolo dell’ articolo di don Belli è: “Eucaristia. Corpo, pasto ed eros”. Già leggendo il titolo si capisce il programma, e dove vuole andare a parare questo sedicente “teologo”. Il link è questo http://www.cittadellaeditrice.com/munera/nuova-teologia-eucaristica-1-corpo-pasto-e-eros-di-manuel-belli/. Sulla parte del Corpo di Cristo questo energumeno dice: “spesso nella tradizione abbiamo rischiato di porre talmente tanta enfasi sull’idea che quel pane e quel vino non sono più tali ma corpo e sangue di Gesù e sul fatto che i sensi non devono ingannare anche se vedono solo pane e vino che abbiamo rischiato di pensare in modo un po’ magico alla realtà della presenza del corpo di Cristo (…) Noi viviamo di simboli. E il corpo di Gesù non è altro rispetto a un buon pane spezzato”.
Questa è APOSTASIA allo stato puro. Credere nella Presenza Reale è magia? Il Corpo di Cristo non è altro che semplice pane? Questi sono completamente impazziti!

Il metodo di Dio: la Chiesa

Riporto un editoriale di radicatinellafede.blogspot.it utilissimo nel comprendere il rischio che si può correre in questi tempi di crisi della chiesa: la superbia può annidarsi ovunque, anche in anime devote. 
L'importante è che in tutto ciò che si faccia non venga mai a mancare la retta intenzione...
p.Elia

Un Tradizionalismo individualista è un puro non-senso.

Spieghiamoci subito riguardo al termine “tradizionalista”: lo usiamo qui per farci capire dai più, ma questo termine non ci piace. Vorremmo semplicemente dire “un Cattolicesimo”, ma usiamo volutamente il termine “un tradizionalismo” perché è quello usato contro di noi per definirci nel nostro attaccamento alla Tradizione della Chiesa. Se allora questo termine ci individua nella nostra accanita salvaguardia di ciò che la Chiesa ha fatto, e non solo detto, nel passato, questo ci piace.

Ma dicevamo, un tradizionalismo individualista è un puro non senso, perché il metodo di Dio si chiama Chiesa.

Qual è il pericolo più grande che corre oggi una parte dei fedeli legati al mondo della Tradizione? Quello di rinchiudersi in una osservanza individualista della vita cristiana.

La causa di questa tendenza è ben chiara: dovendosi “difendere” da una chiesa ufficiale che sembra disprezzare il proprio passato, che non concede veri spazi di vita alla Tradizione, che anzi osteggia duramente la presenza di comunità tradizionali, il fedele tradizionale perde quella fiducia nella chiesa stessa e tende a rinchiudersi nei propri bastioni. È quello che succede a un figlio sempre trattato duramente, in modo ingiustificato, dal padre, che finisce col trovarsi solo ad affrontare la sua dura esistenza.